Forum del Libro

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domenica 3 maggio 2015

L’esplorazione: alla ricerca dei propri libri

Dal volume di Aidan Chambers Il lettore infinito, uscito da poco per EquiLibri, proponiamo uno stralcio breve, ma  ricco di spunti, su quanto sia importante il tempo dedicato all'esplorazione per far accostare bambini e ragazzi (ma il discorso vale anche per gli adulti) ai libri. Ringraziamo l'autore e la casa editrice per averci permesso di pubblicare questa pagina.

Aidan Chambers
I lettori abituali conoscono il piacere dell’esplorazione.
Sanno che possono trovare quello che stanno cercando, e anche quello che non conoscono, tra il disordine di una bancarella di libri usati, o mentre stanno scorrendo, più o meno casualmente, gli scaffali della biblioteca di pubblica lettura.
Non si diventa forti lettori solamente sulla base di una proposta di testi fatta da altri, per quanto ben scelti possano essere. Nessuno, infatti, può considerarsi infallibile nel formulare consigli di lettura per altri lettori. Tutti quanti amiamo scegliere liberamente, e solo quando ci sentiamo liberi il nostro atteggiamento mentale tende ad essere ottimistico e positivo. Cioè, diventiamo più facilmente lettori appassionati se seguiamo il nostro istinto e i nostri interessi personali.
Come qualsiasi adulto, i bambini e i ragazzi hanno bisogno di occasioni per trovare autonomamente quei libri capaci di soddisfare i loro bisogni e adatti al loro livello di sviluppo e alla loro personalità. Da questo punto di vista, l’esplorazione offre molte possibilità.
Il tempo per esplorare in piena libertà è quindi un elemento importante in qualsiasi contesto di lettura, e produce alcuni vantaggi significativi. La familiarità, innanzi tutto. Le persone cresciute in case prive di libri (come nella mia esperienza), percepiscono spesso le librerie e le grandi biblioteche di pubblica lettura come luoghi angoscianti. Tutti quegli scaffali colmi di tanti libri! Da dove si comincia? Il fatto di poter contare, a scuola, sulla disponibilità di tempo per curiosare liberamente tra i libri, sull’aiuto di adulti esperti, su compagni di classe con cui parlare dei libri letti e amati, può rappresentare per i bambini e i ragazzi un modo semplice ed efficace per imparare a scegliere liberamente le proprie storie.
È inoltre importate riuscire a lavorare individualmente con ogni bambino e ragazzo. Mentre un gruppo è impegnato a curiosare tra i libri, l’insegnante potrà parlare ad ogni alunno singolarmente, incoraggiando e consigliando, e ascoltando in modo informale ciò che ognuno di loro ha da dire. Nello stesso tempo, mentre scelgono e consultano i libri, i bambini e i ragazzi possono parlare tra di loro, confrontarsi sulle loro letture, scambiare opinioni, convincere i loro amici a leggere quegli stessi libri che loro hanno amato.
Allora l’insegnante potrà anche non intervenire direttamente, ma il fatto di essere riuscito a creare il giusto setting (cioè il giusto contesto di lettura), e di aver permesso di parlare tranquillamente dei libri letti, consentirà ai giovani lettori di aiutarsi reciprocamente. L’influenza del gruppo dei pari inizierà così a dare i suoi frutti.

Quando esplorare e per quanto tempo? In ogni classe i bambini e i ragazzi dovrebbero poter contare su un tempo adeguato per l’esplorazione. Anche pochi minuti al giorno potrebbero essere sufficienti. Un arco di tempo maggiore dovrà invece essere previsto in occasione di visite a mostre di libri, alla biblioteca scolastica o a quella di pubblica lettura. Ognuna di queste iniziative richiede tempi diversi. Più l’occasione è speciale, maggiore sarà il tempo necessario, e più i bambini e i ragazzi dovranno essere preparati.
A seconda della situazione, i lettori possono esplorano in gruppo oppure individualmente. In orario scolastico potranno farlo facilmente tra una lezione e l’altra, a condizione che i libri siano disponibili e accessibili.
Possiamo prevedere un tempo formale e un tempo informale per l’esplorazione. Durante il tempo formale, i bambini e i ragazzi esplorano insieme, con la supervisione di un adulto. L’obiettivo, in questo caso, potrà essere quello di visitare una determinata mostra di libri perché collegata a una attività didattica in corso, o semplicemente per condividere in modo piacevole la scelta di un testo da leggere insieme in classe. Il tempo informale, sia in orario scolastico sia extrascolastico, prevede invece che i bambini e i ragazzi vadano in esplorazione individualmente, o in compagnia di amici, semplicemente per gustare i propri libri o per trovare qualcosa di interessante da leggere.


Tuttavia, l’idea che sia sufficiente circondare i bambini e i ragazzi di libri e di tutto ciò che ha a che fare con i libri per trasformarli in lettori consapevoli è assai ingenua. Nonostante questo, l’esplorazione è una attività molto più importante di quanto il suo aspetto informale e apparentemente non strutturato possa farla apparire a un occhio inesperto. E ai fini della lettura è una attività essenziale.

Aidan Chambers, Il lettore infinito. Educare alla lettura tra ragioni ed emozioni, a cura e traduzione di Gabriela Zucchini, Equilibri, 2015, pp. 35-37

venerdì 1 maggio 2015

Giornata mondiale del libro: perché nella scuola?

Loredana Perego 
Perché la Giornata mondiale del libro nella scuola? Perché la scuola insegna a leggere i libri, perché senza la scuola difficilmente i libri troverebbero lettori, perché la scuola è/dovrebbe essere immersa nei libri. La Giornata mondiale del libro permette di riflettere e di festeggiare il libro come strumento di emancipazione, come oggetto di piacere e soprattutto come valore da condividere con il mondo intero. E quali sono gli attori ‘in vista’ che possono promuovere la festa del 23 aprile se non la scuola, la biblioteca, la libreria, i lettori.....nella logica della collaborazione di reti virtuose così come il Forum ha proposto fin dall’inizio. E il Forum è stato a Vicenza lasciando traccia indelebile, una traccia viva che ancora illumina le iniziative per il libro e la lettura, tra cui il 23 aprile come oggi lo celebriamo. Dal mio osservatorio vicentino non posso che comunicare una adesione sempre più allargata e convinta alla Giornata mondiale. In più, quest’anno, Vicenza è stata una delle Piazze prescelte dalla Campagna AIE ‘Io leggo perché’, un coronamento di una consuetudine che celebra il 23 aprile in città e in provincia, dal 2006 con la condivisione di un tema, di una locandina e di numerose iniziative tra la Rete bibliotecaria scuole vicentine e il Servizio bibliotecario Prov.le. Con alti e bassi ogni anno la celebrazione ha funzionato e le biblioteche di molti Comuni, molte scuole di Rbs e altrettante contagiate dalla festa, hanno dato vita a iniziative, anche di più giorni. La Giornata mondiale del libro si è arricchita di collaborazioni: dall’Ufficio scolastico prov.le, alla rete regionale Città invisibili ed ultimo, in ordine di tempo, ‘Io leggo perché’. E', quello di aprile, un appuntamento che,  per molte scuole, dà avvio all’ultimo mese di promozione della lettura a scuola, con un format comune che si è dimostrato efficace nel tempo infatti, il lavoro intrapreso durante l’anno scolastico, si concretizza in momenti di incontro collettivi: il Flash book mob delle scuole di base dall’infanzia alle scuole sec. 1° nelle piazze dei Comuni aderenti (Vicenza, Marostica, Bassano, Lonigo, Nove, Valdagno, Arsiero, Pedemonte, Valdastico, Tonezza e Cogollo...); lo scambio di Parole passanti preparate per incuriosire il pubblico; la lettura ad alta voce di professionisti sui temi affrontati insieme nei libri. Mentre la scuola di base si riversa all’esterno con numeri sempre più consistenti (quest’anno i bambini/ragazzi, in Piazza Matteotti a Vicenza, erano 700); gli studenti delle superiori scelgono questa data per lo spareggio della finalissima di 'Bravo chi legge' (nato nel 2011 con la collaborazione del Forum), gara di lettura tra classi su un libro comune, a seguito di una selezione interna su libri diversi per scuola. Quest’anno la finalissima, che solitamente si gioca al mattino in orario scolastico, ha dato il via al pomeriggio di ‘Io leggo perché,’ in piazza dei Signori. Le sette classi superiori di “Bravo chi legge” si sono cimentate su Non tutti i bastardi sono di Vienna' di Andrea Molesini, Sellerio editore, nel centenario della Prima guerra mondiale. La giornata è continuata con incontri, intermezzi musicali, audioletture, spettacoli teatrali, letture ad alta voce, fino alla Book Parade conclusiva. Un bilancio di questa novità? Lo faremo presto di nuovo insieme: insegnanti, librai, bibliotecari..... Ricordo un' iniziativa  che Rbs condivide e ribadisce: la PETIZIONE a favore delle biblioteche scolastiche: 'PER LEGGERE E FARE RICERCA NELLA SCUOLA ITALIANA COME IN EUROPA', promossa da ;Torinoretelibri , rilanciata in questa occasione sia sul sito di Rbs sia con il volantinaggio durante le iniziative del 23 aprile, perché la scuola ha bisogno delle biblioteche scolastiche e di libri a portata di mano! Con Maggio mese dei libri le iniziative nelle scuole continuano per portare a conclusione i percorsi intrapresi con mostre, premiazioni e.....ma questa è un’altra storia.

mercoledì 1 aprile 2015

Leggere a scuola: almeno una settimana

Giovanni Solimine
Si tiene in questi giorni a Bologna la Fiera internazionale del libro per ragazzi (che oggi alle 14,30 ospita un interessante convegno sulle biblioteche scolastiche, organizzato da Donatella Lombello, che ne ha già parlato in questo blog) e torna di attualità il tema della promozione della lettura nella scuola. Il Forum del libro ha presentato nel corso del suo utimo appuntamento nazionale, tenuto a Milano all'interno di BookCity, un'organica proposta, convinti che la lettura possa rappresentare una valida pratica educativa.Siamo molto critici (leggi qui) sui provvedimenti del Governo, in cui non si parla proprio di libri e lettura. Ma non ci limitiamo a criticare: abbiamo voluto proporre l'organizzazione di una settimana della lettura nelle scuole, tracciando anche le linee guida che potrebbero essere utilizzate per impostare questa iniziativa. Ci siamo chiesti in che modo dare continuità e sistematicità alla pratica della lettura nelle aule scolastiche, e in che modo evitare che “giornate della lettura”, conferenze, presentazioni di libri e altre iniziative – pur se meritevoli – finiscano per rivelarsi occasionali e poco efficaci. Abbiamo discusso sulla proposta avanzata da Roberto Casati nel suo libro Contro il colonialismo digitale (Laterza 2013, in particolare pp. 51-55) e nel blog Shadowes: prevedere un congruo periodo (da una settimana, eventualmente ripetuta due volte nel corso dell’anno scolastico, a un mese) in cui, al posto della didattica tradizionale, a scuola si pratichi attivamente e direttamente l’attività di lettura. Partecipando al nostro dibattito, Casati ha avuto modo di spiegare meglio il senso della sua proposta e su di essa sono intervenuti persone che hanno già provato a sperimentarla.Scopo delle Linee guida è fornire delle indicazioni di massima – suggerite anche dall’analisi di caratteristiche, risultati e criticità di alcune iniziative simili già attivate – sulle modalità di organizzazione e di svolgimento di una Settimana della lettura. Rispetto ad altre tipologie di intervento per la promozione della lettura in ambito scolastico, il “modello Casati” contiene alcuni elementi che è utile sottolineare.
  • Nella Settimana della lettura, le attività di lettura e attorno alla lettura sostituiscono interamente la didattica tradizionale: non si tratta di attività parallele, integrative, o inserite come componente all’interno della didattica disciplinare. L’obiettivo è quello di far percepire il ruolo della lettura come componente essenziale dell’attività formativa: sospendendo per un periodo le attività didattiche curricolari a favore di attività interamente orientate verso la lettura “mandiamo un chiaro segnale sulle vere priorità. Usare il tempo della scuola per leggere significa dare un segnale forte sull’importanza della lettura. Infatti: se la lettura è veramente importante, perché chiedere agli studenti di leggere a casa, o durante le vacanze? Se la consideriamo veramente importante, mostriamolo con il dedicarle uno spazio istituzionale” (Roberto Casati, Contro il colonialismo digitale, p. 52).
  • Il periodo dedicato alla lettura deve essere rilevante, continuativo e protetto. Rilevante e continuativo, perché è importante che lo studente percepisca la lettura non come attività occasionale o straordinaria ma come attività abituale e immersiva.  Protetto, perché la scuola ha insieme la possibilità e la responsabilità di vincolare l’uso del tempo e la scelta delle attività formative: gli orari, la selezione e l’organizzazione delle attività, le priorità adottate rappresentano per studenti e docenti un vincolo, ma permettono anche la creazione di nicchie di tempo dedicate e protette, in cui l’attenzione sia finalizzata e concentrata sull’atto del leggere in senso pieno e motivante.
  • Al cuore delle iniziative di promozione della lettura deve essere la lettura stessa: presentazioni di libri, conferenze, animazioni, attività parallele e di accompagnamento vanno benissimo, ma devono essere complementari alla lettura e finalizzate alla lettura, che durante la Settimana della lettura deve essere comunque l’attività centrale e prevalente proposta agli studenti.
  • L’organizzazione di una iniziativa di questo tipo deve necessariamente prevedere una riflessione specifica sul design della situazione di lettura: se vogliamo che la lettura sia al centro delle attività proposte, occorre prestare grande attenzione a tutti i fattori che possono influenzarla, facilitarla o ostacolarla. Da quelli ambientali (organizzazione degli spazi, disposizione e quantità dei posti a sedere, illuminazione, presenza di rumori o altri elementi di distrazione esterna, ecc.), a quelli motivazionali (scelta dei testi, organizzazione dei momenti di discussione, previsione di relazioni e verifiche, ecc.). Per questo motivo, le indicazioni che proviamo a fornire in questa sede sono solo generali, anche perché rivolte a scuole di ogni ordine e grado, e dovrebbero sempre essere vagliate sulla base di una riflessione legata allo specifico contesto in cui l’iniziativa si svolge.
  • Accanto agli studenti, la Settimana della lettura coinvolge i docenti e, in ogni varia e possibile misura, anche i genitori. Gli insegnanti sono infatti parte attiva indispensabile nella buona riuscita della proposta; a tal fine è certamente positivo accompagnare la progettazione della Settimana della lettura con opportuni momenti di aggiornamento coerenti con la tipologia scolare e con le problematiche didattiche specifiche (es. presenza di alunni di famiglia non italofone; alunni affetti da DSA; presenza o assenza di attive biblioteche ecc.).
  • La Settimana della lettura non può inoltre prescindere dalla presenza di servizi orientati all’approccio al libro in tutte le sue forme: a partire dalle biblioteche scolastiche in rete, dal personale specializzato che possa fungere da punto di riferimento per studenti e docenti, dalla diffusione dell’alfabetizzazione informativa (information literacy) ecc. Tali servizi, qui solo accennati, non sono affatto generalizzati nel nostro Paese e, dove presenti, non sempre funzionano al meglio. La Settimana della lettura, proprio in situazioni carenti, può costituire uno stimolo per tutti a operare verso un miglioramento delle strutture e un potenziamento della formazione dei docenti adatti a favorire la lettura e l’uso dei libri.
  • Va da sé che la Settimana della lettura non deve e non può essere una iniziativa isolata, una parentesi temporanea, ma deve collocarsi in un contesto in cui la promozione e la valorizzazione della lettura siano prassi consolidate e costanti. In particolare, è importante che la scuola preveda esplicitamente, all’interno del proprio piano di offerta formativa (POF), la centralità delle attività di lettura.

martedì 10 marzo 2015

Più di 50 anni e giovanissima: la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna


Come ormai da più di cinquant'anni, dal 30 marzo al 2 aprile riapre i battenti la Fiera del Libro per Ragazzi:  l’appuntamento internazionale più importante dell’editoria per ragazzi e – per noi italiani – forse uno dei rari momenti in cui i media porgono attenzione a questo settore editoriale. Particolarmente prezioso. Perché credo che se fin da piccoli si riescono a trovare i libri “giusti” per noi, per appassionarci alla lettura, sarà più facile crescere lettori, cercare tra i tanti libri quelli che ci piacciono, quelli che ci sono utili per comprendere e approfondire: per trovare quella “motivazione” alla lettura citata più volte da Giuseppe Laterza, che difficilmente si troverà con semplici “regalie” di libri, ma che si forma abituandosi ai libri.
Io che faccio l’editore per ragazzi so bene quanto sia diverso arrivare in una scuola dove un progetto è calato dall’alto e i libri arrivano senza essere richiesti (in quelle scuole dove a volte i nostri autori sono costretti a riprendere gli insegnanti che chiacchierano, prendendo un incontro sui libri come una pausa caffè, e non come possibile formazione – e dando un pessimo esempio ai bambini…), rispetto all’incontro in scuole dove insegnanti consapevoli hanno fortemente voluto l’incontro, i libri, e dove quindi efficacemente si riesce a “motivare” alla lettura e a sperare che i ragazzi possano incontrarne tanti altri. L’impegno di tanti anni di Forum è stato e continua ad essere proprio questo: far sì che ci sia accesso ai libri ovunque, in particolare nelle scuole.
Se ne parlerà al convegno organizzato e coordinato da Donatella Lombello, del  Gruppo di Ricerca sulle Biblioteche scolastiche – Università di Padova La biblioteca scolastica in Italia. Quale valorizzazione oggi? dove si succederanno diversi interventi tra cui quello di Marco Campione del Miur, della parlamentare Flavia Nardelli sulla proposta di legge in discussione alla Commissione Cultura della Camera, dove è presente un articolo dedicato alla promozione della lettura nelle scuole e dove noi del Forum daremo notizia delle nostre attività in questo campo, in particolare della settimana della lettura che si realizzerà a Torino tra il 20 e il 25 aprile. A questo proposito invito chi non lo avesse ancora fatto a sottoscrivere questa petizione al presidente del consiglio Renzi Per leggere e fare ricerca nella scuola italiana come in Europa. Al convegno parteciperà anche Antonio Monaco, per AIE, sul progetto Amo chi legge:un progetto che mette in contatto librerie, scuole, biblioteche e cittadini per sostenere i libri, il loro acquisto e la promozione della lettura: non un "eventone", come va di moda adesso, ma un lavoro costante e mirato, perchè si costruisca un circolo virtuoso affinchè libri e lettura siano effettivamente presenti nella vita di tutti i giorni.
 La Fiera di Bologna quest’anno dedica una parte consistente del suo programma agli insegnanti, e la possibilità di accedervi con un biglietto ridotto. Uno degli appuntamenti è quello sulla Biblioteca della Legalità, progetto promosso da Ibby Italia e del quale il Forum è partner , partecipando con Loredana Perego (e naturalmente con la Presidente di Ibby Italia, Silvana Sola, membro del Forum) alla elaborazione della bibliografia e agli incontri di formazione: Leggere è legale?  Il progetto parte dalle Marche ma può senz’altro diventare esperienza replicabile in diverse città e territori italiani. Si tratta di un lavoro in sinergia tra libri, formazione agli insegnati e incontri con gli studenti. La “legalità” è un concetto non necessariamente legato alle mafie e alla criminalità organizzata. Riguarda i comportamenti anche piccoli di ciascuno di noi. E gli adulti a volte non sono dei grandi esempi… Non lo è chi chiacchiera mentre qualcuno sta parlando, chi parcheggia in seconda fila per lasciare il figlio a scuola, chi imbroglia come il padre di Matilde, chi esercita il proprio potere non responsabilmente come il padre del protagonista di Nodi al Pettine e chi non si ferma , dopo aver commesso un incidente: come il padre del protagonista del  nostro prossimo Reato di Fuga.. (ma questo libro lo troverete a Torino!). Se siete a Bologna, vi aspettiamo, noi editori per ragazzi, non solo ai convegni che ho citato, ma nei nostri stand (e vi invitiamo fortemente a visitare quelli stranieri)  nelle mostre e nelle iniziative di cui tutta la città si anima e in Libreria, alla Giannino Stoppani, il 1 aprile alle 19,30, a festeggiare una bellissima "Pioggia di Primavera"!



domenica 8 marzo 2015

Benvenuti al Forum del Libro!

A partire da oggi, con questo blog, il Forum del Libro si dota di un nuovo strumento di comunicazione. Uno strumento offerto ai soci, ma anche, forse soprattutto, all'esterno, a tutti coloro che, insieme a noi, credono nel libro come strumento di crescita, di libertà e di acquisizione di competenze e, insieme a noi, si propongono di promuovere la lettura, incentivando e valorizzando le buone pratiche.
Sotto questo profilo la nostra associazione, nata nel 2006 con il proposito di riunire intorno allo stesso tavolo bibliotecari, editori, insegnanti, librai, studiosi e volontari, è un luogo davvero speciale di confronto e di dibattito sui temi del libro e della lettura. 
Nel corso degli anni il Forum del Libro ha creato una rete di esperienze in tutto il territorio nazionale, ha dato vita a iniziative di particolare valore simbolico (una per tutte, E-leggiamo, lettera aperta ai candidati delle elezioni politiche 2013), ha rappresentato uno spazio dove si sono sviluppate riflessioni tanto più importanti, perché hanno tenuto conto, nel rispetto reciproco, dei diversi ruoli e obiettivi di chi opera nel mondo del libro. Cercando, al tempo stesso, di non perdere di vista il fine comune: promuovere la lettura in Italia significa (anche) battersi per un paese migliore.
Per questo oggi il Forum si apre, attraverso questo blog, a una sorta di sessione permanente alla quale, ci auguriamo, i partecipanti saranno sempre più numerosi.